{"id":194,"date":"2014-07-10T21:35:40","date_gmt":"2014-07-10T19:35:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/?p=194"},"modified":"2014-07-10T21:35:40","modified_gmt":"2014-07-10T19:35:40","slug":"la-riparazione-di-una-carena-in-vtr-di-luigi-e-walter","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/?p=194","title":{"rendered":"La Riparazione di una carena in vtr di Luigi e Walter"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo un bel compito: riparare un bel danno sul fondo della carena rigida del gommone del circolo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-196  alignleft\" alt=\"Il danno nello scafo\" src=\"http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/P1010031-300x225.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/P1010031-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/P1010031-399x300.jpg 399w, http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/P1010031.jpg 410w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><strong>Com&#8217;\u00e9 successo?<\/strong>\u00a0&#8220;Mettendo il gommone sul carrello , quelli che tiravano &#8211; brutte bestie &#8211; non avevano centrato il rullo e la carena ha strusciato sul supporto &#8211; ben spigoloso &#8211; del rullo che alla fine della strusciata ha sfondato&#8221;<\/p>\n<p>Effettivamente il danno appare essere originato per la descrizione che \u00e8 stata fatta.\u00a0Ma non ci accontentiamo&#8230;.<\/p>\n<p>Approfondiamo l&#8217;indagine e vediamo che la parte a prua della falla \u00e9 molto elastica mentre immediatamente a poppa della falla insiste una contro-stampata con una semi-paratia.<\/p>\n<h2>Ecco il motivo del danno&#8230;.<\/h2>\n<p>Dove il supporto del rullo ha sfondato la vtr era una parte probabilmente gi\u00e0 delaminata e quindi assai meno resistente. Le sollecitazioni della parte pi\u00f9 elastica si scaricano nel punto dove appoggia la paratia controstampata. Chiaramente questi diventa un punto critico e va adeguatamente rinforzato. Purtroppo il cantiere o il progettista non hanno previsto questa eventualit\u00e0.<img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-198\" alt=\"Disegno rappresentante il danno\" src=\"http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/disegno1.gif\" width=\"400\" height=\"120\" \/><\/p>\n<p>Comunque dobbiamo fare una riparazione molto robusta anche in considerazione delle sollecitazioni che verranno dall&#8217; impatto con la superficie del mare specialmente in fase di planata.<!--more--><\/p>\n<p>Il lavoro ideale sarebbe quello di rinforzare il laminato esistente all&#8217;interno con diversi strati di tessuto a scalare in modo da ripartire gradualmente le sollecitazioni in quello che abbiamo definito &#8220;punto critico&#8221;.<img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-199 aligncenter\" alt=\"Il buco nello scafo\" src=\"http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/P10100321-300x269.jpg\" width=\"300\" height=\"269\" srcset=\"http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/P10100321-300x269.jpg 300w, http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/P10100321-334x300.jpg 334w, http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/P10100321.jpg 373w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Purtroppo la parte interna \u00e9 controstampata e non \u00e9 accessibile se non aprendo un vano d&#8217;ispezione. Abbiamo valutato la cosa ma mettere un grosso tappo d&#8217;ispezione proprio sul fondo del posto di guida del gommone ci sembra che possa produrre pi\u00f9 svantaggi che benefici; quindi ci limiteremo alla mera riparazione della falla, senza i rinforzi interni. Del resto il gommone non \u00e8 di primo pelo, anzi ne ha viste parecchie, senza che si evidenziassero cedimenti strutturali, quindi la riparazione del fondo senza il rinforzo ci appare un ragionevole compromesso.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/P1010034.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-200\" alt=\"Riparazione fase 1\" src=\"http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/P1010034-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>La prima parte del lavoro consiste nella preparazione della falla, ovvero nella rimozione delle parti mobilizzate ed anche quelle incrinate.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/P1010037.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-201\" alt=\"Riparazione fase 2\" src=\"http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/P1010037-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Procediamo a tagliare i bordi della falla ed a regolarizzarla quanto pi\u00f9 possibile.<br \/>\nScopriamo una buona parte di gel coat intorno al buco , anche oltre lo smusso.<a href=\"http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/P1010038.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-203\" alt=\"Riparazione fase 3\" src=\"http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/P1010038-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p>Una volta eseguiti i tagli dobbiamo smussare gradualmente le pareti esterne della falla in modo che il nuovo strato di vtr appoggi come un tappo. Cercheremo di fare uno smusso il pi\u00f9 largo possibile in modo da permettere un buon appoggio e incollaggio della resina sull&#8217;esistente.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/P1010039.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-204\" alt=\"Riparazione fase 3\" src=\"http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/P1010039-300x225.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/P1010039-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/P1010039-399x300.jpg 399w, http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/P1010039.jpg 410w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Una energica pulitura della parte interna con uno straccio imbevuto di acetone.<\/p>\n<p>Come abbiamo detto la parte interna non \u00e8 accessibile e quindi dovremo mettere dall&#8217;esterno un qualcosa sul quale appoggiare il tessuto e la resina. Un paio di piccoli pannelli di compensato di minimo spessore sono ben adatti a questo compito.<img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-205\" alt=\"Disegnao 2\" src=\"http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/disegno2.gif\" width=\"479\" height=\"180\" \/><\/p>\n<p>Il primo lo mettiamo in posa con le mani, il secondo &#8211; che chiude &#8211; tenendolo con un fil di ferro che poi rimuoviamo. Notate che questi pannelli hanno la sola funzione di reggere il tessuto e la resina a chiudere la falla e non hanno alcuna valenza strutturale. Per fissarli abbiamo usato una colla a caldo con l&#8217;apposita pistola facendo un paio di punti di colla per ogni pannello.<a href=\"http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/P1010041.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-206\" alt=\"Riparazione fase 4\" src=\"http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/P1010041-300x225.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/P1010041-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/P1010041-399x300.jpg 399w, http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/P1010041.jpg 410w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Abbiamo messo la colla sul secondo pannello e esercitiamo la dovuta pressione tirando il fil di ferro .<a href=\"http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/P1010042.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-207\" alt=\"Riparazione fase 5\" src=\"http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/P1010042-300x225.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/P1010042-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/P1010042-399x300.jpg 399w, http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/P1010042.jpg 410w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Abbiamo usato la colla a caldo perch\u00e9 ci consente una buona fissazione in tempo reale.<img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-208\" alt=\"Disegnao 3\" src=\"http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/disegno3.gif\" width=\"479\" height=\"170\" \/><\/p>\n<p>La colla a caldo fa un minimo di spessore per cui andando a stendere il tessuto e la resina cominciamo da un primo strato che non sovrappone i bordi della falla ma serve solo ad elminare lo &#8220;scalino&#8221; provocato dall&#8217;incollaggio.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/P1010045.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-209\" alt=\"Riparazione fase 6\" src=\"http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/P1010045-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Ecco che Walter impregna di resina il primo strato di vetro.\u00a0Prima abbiamo steso la resina sul compensato e sui bordi della vtr.\u00a0Usiamo resina epossidica per le migliori qualit\u00e0 meccaniche e propriet\u00e0 adesive.<\/p>\n<p>Abbiamo scelto la resina EC 130 per il pi\u00f9 alto modulo di resistenza stanti le molte previste sollecitazioni.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/P1010047.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-thumbnail wp-image-210 alignleft\" alt=\"Riparazione fase 7\" src=\"http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/P1010047-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Circa lo spessore ci uniformeremo a quello della resina esistente che \u00e9 di tipo poliestere. Chiaramente la nuova laminazione sar\u00e0 qualitativamente superiore ma non si dovrebbero creare problemi per i diversi moduli anche in considerazione della gradualit\u00e0 dell&#8217;inserimento.<br \/>\nAdesso passiamo a stendere i diversi strati di tessuto di larghezza sempre maggiore.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/P1010049.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-211\" alt=\"Riparazione fase 8\" src=\"http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/P1010049-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Il tessuto \u00e9 correttamente impregnato di resina quando diventa completamente trasparente. Per applicare la resina usiamo un pennelletto. La resina si stende meglio picchiettando che non pennellando. Fate molta attenzione che lo strato che state applicando sia correttamente impregnato. Si stende un altro strato e si ricomincia a picchiettare.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/P1010051.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-thumbnail wp-image-212 alignleft\" alt=\"Riparazione fase 9\" src=\"http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/P1010051-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>La pot-life della resina che stiamo usando \u00e9 dichiarata per 22 &#8211; 27 minuti ad una temperatura di 25\u00b0. La temperatura durante il lavoro era intorna ai 30\u00b0. Quando scade la pot-life e la resina comincia ad indurirsi non va pi\u00f9 applicata. La prima fase dell&#8217;indurimento \u00e9 la gellificazione. Per non sprecare alcuna quantit\u00e0 di prodotto e considerando una pot-life inferiore abbiamo prodotto poca resina per volta.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/P1010052.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-213\" alt=\"Riparazione fase 10\" src=\"http:\/\/www.cantierino.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/P1010052-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a> Per tutto il lavoro circa 5 miscelazioni di 15 &#8211; 20 grammi. Per la misurazione delle quantit\u00e0 abbiamo usato una bilancia elettronica e la tabella dei pesi fornitaci dalla Spray.\u00a0A parte una modesta gocciolatura non abbiamo sprecato niente.<\/p>\n<p>Abbiamo steso gli strati previsti, tre pelli di biassiale da 300 gr\/mq che in alcuni punti si sovrappongono.A completamento della laminazione stendiamo sull&#8217;intero intervento una pelle di tessuto tela da 166gr\/mq allo scopo di finitura.<\/p>\n<p>Copriamo il tutto con un foglio di polietilene (che non si attacca alla resina) e adoperando le mani , con garbo e senza sporcarci, stendiamo la resina facendo attenzione a rimuovere spingendole via eventuali bolle d&#8217;aria. Toglieremo il polietilene quando la resina avr\u00e0 completato la polimerizzazione &#8211; circa 24 ore.\u00a0La superfice della resina apparir\u00e0 liscia e avremo anche ottenuto un considerevole risparmio sulle operazioni di levigatura.<\/p>\n<p>Se avessimo avuto a disposizione l&#8217;attrezzatura necessaria avremmo potuto &#8211; in questa fase &#8211; applicare un sacco tutto intorno al nostro intervento e fare il vuoto. La pressione del sacco prodotta dal vuoto avrebbe migliorato l&#8217;adesione dei diversi strati di tessuto eliminando molta resina.<\/p>\n<p>Una volta che la resina ha correttamente polimerizzato passiamo al lavoro di &#8220;carrozzeria&#8221; ci\u00f2\u00e9 quello che a noi interessa meno, almeno in questo articolo. Chiaramente il lavoro di levigatura deve tendere a rendere invisibile quanto pi\u00f9 possibile il nostro intervento. Fate attenzione levigando a non alleggerire la &#8220;toppa&#8221; n\u00e9 il suo appoggio. Una giusta stuccatura e quindi ricopriamo con gel coat. Usiamo il gel coat non tanto per necessit\u00e0 quanto per una questione estetica ovvero per ripristinare la continuit\u00e0 con l&#8217;esistente. La resina epossidica che abbiamo usato \u00e9 molto impermebile all&#8217;acqua e non ha bisogno pertanto di applicazione di gel coat: sarebbe sufficiente la sola verniciatura. Tenete presente questa particolarit\u00e0 qualora al lavoro di riparazione di un buco debba seguire quello di una generale verniciatura.<\/p>\n<p>Questa fase del lavoro &#8211; come documentato &#8211; \u00e9 durata meno di due ore. Il lavoro va eseguito con accuratezza ma non richiede particolari attenzioni oltre quelle raccomandate. Se vi viene voglia di provare vi consiglierei di guardarvi intorno e cercare qualcosa da danneggiato, magari un rudere buttato da una parte, piuttosto che sfondare una barca sana per poi ripararla!<\/p>\n<p><strong>Nota Bene:<\/strong>\u00a0Come vedete nelle foto Walter indossa un paio di guanti in lattice. Costano poco e proteggono efficacemente dalle polveri e dalla resina epossidica.\u00a0Nel caso si debba usare resine &#8220;a solvente&#8221; (poliestere o vinilestere) bisogna indossare guanti meno porosi e pi\u00f9 pesanti.<\/p>\n<p><strong>Raccomandiamo di indossare una maschera per polveri fini durante la fase di pulitura della falla.<\/strong><\/p>\n<p>Il lavoro si \u00e9 svolto all&#8217;aperto, al circolo. Ovviamente non abbiamo avuto problemi di circolazione d&#8217;aria. Qualora il lavoro si dovesse eseguire in un luogo chiuso con scarsa circolazione d&#8217;aria \u00e9 necessario indossare una maschera adatta ai vapori chimici per tutto il periodo di uso della resina epossidica ed il lavaggio degli attrezzi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo un bel compito: riparare un bel danno sul fondo della carena rigida del gommone del circolo. 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